Cronaca di ieri: le forze dell'ordine fermano un 20enne alla guida, ha 0.7 di alcol nel sangue, il limite è 0.5. Gli sequestrano la patente e il padre, per punizione, lo fa tornare a casa a piedi. Poco dopo il ragazzo si suicida.
Leggo e sento alcuni commenti del tipo: "Eh, ma per così poco avrebbero potuto lasciarlo andare, in fondo non era davvero ubriaco. Possibile che anche i carabinieri non si mettano alla guida dopo un bicchiere di vino?". E' una vecchia questione, forse un po' italiana, quella di piegare le regole a proprio uso e consumo. Finchè non ci leveremo questo vizietto, secondo me, saremo un passo fuori dal mondo civilizzato.
Se stabiliamo che, ad esempio, si diventa maggiorenni dopo la mezzanotte che ci fa entrare nei 18 anni di età, non lo siamo 5 minuti prima. Punto. In un certo senso è assurdo, ma non esiste alternativa migliore. Se facciamo uno strappo alla regola e diamo, che so, la patente al 17 enne 364 giorni e quasi 24 ore, spostiamo il problema su chi di anni ne ha 17 e 363 giorni.
Se uno ha 0.7 di alcol nel sangue e sopra 0.5 non si guida, non si guida e punto e prendersela con il padre o con i carabinieri, come avessero causato la tragedia, è secondo me fuorviante e ipocrita (al limite discutiamo se 0.5 sia il punto corretto dove piantare il paletto).